La scomparsa della Motonave Hedia: naufragio o complotto?

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La storia di un possibile, all’inizio, e quindi di un certo naufragio, quello della motonave Hedia, 20 persone di equipaggio, quattro delle quali di Chioggia. Una storia non insolita quando la nave è una vecchia caretta ed il mare, il Mediterraneo, è sconvolto da una burrasca delle più forti che si ricordino. Ma anche una storia che ancora oggi presenta troppi lati oscuri, una sorta di giallo con tutti gli ingredienti di un possibile intrigo internazionale, che più di cinquanta anni non hanno minimamente chiarito.

Battente bandiera liberiana, il piroscafo Hedia aveva un equipaggio di venti componenti costituito cinque mesi prima del viaggio fatale: vengono da Molfetta, Sciacca, Catania, Chioggia, Fano Venezia e Trieste, ed a bordo c’è anche un gallese, il macchinista Anton Narusberg di Cardiff. Parte da Casablanca la sera del 10 marzo 1962 destinata a Porto Marghera, dove la nave è attesa per il 19 di marzo.

Mercoledì 14 marzo “Stiamo incontrando un mare a forza otto – telegrafa il comandante Agostinelli – e la navigazione è difficile soprattutto a causa della violenza delle raffiche di vento. Ora teniamo la rotta a sud della Sicilia, la più sicura, stop.”

Gli interrogativi sollevati hanno delineato tre possibili scenari: il naufragio del piroscafo, l’affondamento – la nave sarebbe stata addirittura silurata – o un atto di pirateria con possibile cattura dell’equipaggio. Tre le ipotesi affacciate, nessuna delle quali però convince pienamente. Insomma “gialli” impenetrabili, che nessun acume riesce a dipanare; interessi superiori, forse, che scivolano sulla povera gente. Esseri umani annotati sul “conto perdite” e famiglie che ancora oggi, aspettano di conoscere la verità

A cinquantanni di distanza dal tragico accadimento, l’Azienda Speciale per il Porto di Chioggia, in occasione dell’evento OTTOBRE Blu 2012, ha posizionando un “monumento commemorativo” presso il molo Nicolò dei Conti del porto in Isola Saloni a ricordo della scomparsa di questi audaci chioggiotti.

monumento ai dispersi chioggiotti disperi di nave Hedia

monumento ai dispersi chioggiotti di nave Hedia

Anche quest’anno OTTOBRE Blu vuole ricordare ed aiutare a capire, e lo farà attraverso un convegno dal titolo “La scomparsa della Motonave Hedia: naufragio o complotto?”, moderato dal giornalista RAI Luca Ginetto, con la partecipazione del Senatore Felice Casson, del prof. Arduino Panicciadocente e analista di strategia militare e geopolitica –  e del delegato A.N.M.I. Nazionale Furio Zuliani.

Capire l’immobilismo delle autorità italiane di allora, capire perché alcuni di quei marinai appaiono nell’obiettivo di un fotografo di guerra ad Algeri il 2 settembre 1962, capire il silenzio dell’allora Ministro della Difesa Andreotti, la frase dell’allora Presidente del Consiglio Fanfani “per venti persone non si può fare una guerra”.

In Italia sembra che i colpevoli siano le vittime ed i loro parenti che cercano di capire. Da due anni il giornalista Massimiliano Ferraro e Graffeo Accursio, nipote di uno dei dispersi, cercano di far luce sull’inestricabile giallo di Hedia, ricerche che hanno aperto nuovi scenari.